Calcolo della Prestazione del Portalettere


In più di un'occasione abbiamo constatato che spesso si parla di prestazione del portalettere senza la necessaria conoscenza degli elementi e dei meccanismo con i quali si determina tale prestazione, tanto con la "vecchia"  quanto con la "nuova" metodologia.

Abbiamo allora pensato di fornire tutti gli elementi utili per calcolare la prestazione di una zona di recapito prima con la metodologia in uso dal 1994 e successivamente con quella in uso dal 29 febbraio 2008.

Quella introdotta agli inizi degli anni novanta, si prefiggeva di uniformare le diverse metodologie per definire la prestazione del portalettere (urbano e rurale) e di abbandonare la contazione della corrispondenza ordinaria per calcolare la prestazione di una zona di recapito.

L'allora Amministrazione delle Poste e Telecomunicazioni sosteneva infatti che mentre il lavoro preparatorio veniva influenzato dal numero di invii da mettere in gita, così non era per la fase di recapito perché il tempo necessario per immettere in un cassetta delle lettere più invii piuttosto che uno solo era pressoché lo stesso.

Il metodo con il quale si calcolava la prestazione di una zona di recapito prescindeva pertanto dai volumi.

La stragrande maggioranza dei Portalettere non accettò mai questa impostazione e continuò a sostenere che le prestazioni calcolate senza tener conto dei volumi di corrispondenza erano sperequate.

Perché allora il nuovo metodo, nonostante l'introduzione dei volumi nel calcolo della prestazione delle zone di recapito, non ha consentito una perequazione dei carichi di lavoro dei portalettere, anzi ne ha causato una più marcata sperequazione ?

Cercheremo allora di spiegare, partendo dal confronto tra le prestazioni calcolate con i due diversi metodi, perché il nuovo metodo di calcolo non "convince".

 

Lesson One  -  Lesson Two  -  Lesson Three